Roma – “Le drammatiche notizie che arrivano da Amendolara, in Calabria, destano un senso di profondo sgomento e orrore, in quanto la barbara uccisione di quattro giovani braccianti agricoli, arsi vivi in un furgone, è una ferita insanabile per tutta la società civile e per il mondo dell’agricoltura sana che rappresentiamo”. Così il presidente della Copagri Tommaso Battista.
“Nel ringraziare la Procura di Castrovillari e le Forze dell’Ordine per la tempestività con cui hanno individuato i presunti responsabili, ribadiamo che la Copagri è e sarà sempre in prima linea a difesa della legalità. Il lavoro nei campi deve essere sinonimo di vita, nutrimento e futuro, non di schiavitù e morte”, continua Battista. “Chiediamo alle istituzioni un ulteriore potenziamento dei controlli sul territorio, una piena applicazione degli strumenti di contrasto al lavoro sommerso e una sinergia sempre più stretta tra lo Stato, le associazioni e i sindacati per estirpare definitivamente queste ‘mafie dello sfruttamento’ che infettano il nostro comparto”.