La collaborazione tra la Federazione francese del commercio e della distribuzione e cinque grandi catene ha prodotto un confronto tra i prezzi prima e dopo la negoziazione, evidenziando su di un paniere di 12 beni di uso quotidiano un risparmio del 27%.
di Andrea Dusio
Parigi (Francia) – La Federazione francese del commercio e della distribuzione (Fcd) ha avviato una collaborazione con cinque grandi catene di distribuzione per dimostrare l’impatto diretto delle trattative commerciali sui prezzi al consumo. L’iniziativa – che coinvolge Auchan, Carrefour, Coopérative U, E.Leclerc e Intermarché – mira a contrastare le crescenti critiche dell’opinione pubblica nei confronti del settore della Grande distribuzione, rivelando che, senza gli sforzi negoziali dei rivenditori, un paniere di 12 prodotti di uso comune costerebbe oggi ai consumatori il 37% in più.
Questa partnership, la prima del genere in Francia, arriva in un momento in cui il settore della distribuzione si sente ingiustamente preso di mira dai politici e al centro di un aspro dibattito pubblico, nonostante dia lavoro a centinaia di migliaia di persone e funga di fatto da prima linea di sbarramento contro l’inflazione. I retailer, da parte loro, lamentano di trovarsi esposti agli aumenti di prezzo, anche di entità significativa, imposti dai produttori multinazionali, spesso a loro dire privi di una chiara giustificazione legata alle realtà di mercato.
Ciascuno dei cinque rivenditori partecipanti ha fornito dati riservati a un soggetto terzo indipendente, aggregando i risultati per mettere in evidenza l’impatto collettivo. L’attenzione si è concentrata su 12 prodotti di uso quotidiano venduti in modo costante dal 2021. I dati hanno rivelato significativi aumenti dei prezzi all’ingrosso (prima delle trattative) per prodotti quali il caffè Carte Noire (+159%), i Petit Écolier (+127%) e i biscotti Granola (+112%), la Nutella (+78%), la carta igienica Lotus (+65%) e la Coca-Cola (+45%).
Tuttavia, nello stesso periodo, i prezzi al consumo ufficiali di questi prodotti sono aumentati solo del 25%. Ad esempio, un paniere composto da questi 12 prodotti costerebbe 71,49 euro senza le trattative, ma grazie all’impegno dei rivenditori costa ai consumatori solo 52,12 euro. Ciò ha comportato un risparmio di 19,37 euro, ovvero il 27% in meno rispetto a quanto sarebbe costato altrimenti ai consumatori. Tra gli esempi figurano la Nutella a 6,77 euro invece di 9,65 euro e il caffè Carte Noire a 16,75 euro invece di 22,00 euro. La Fcd e i marchi della grande distribuzione hanno sottolineato che i consumatori sono i beneficiari finali di queste trattative, hanno invitato i legislatori a porre fine all’accumulo di leggi restrittive e si sono espressi a favore del ripristino di un equilibrio equo e sostenibile lungo l’intera catena del valore.