Olio Evo: a Milano il confronto con HonestFood su valore e sostenibilità della filiera

2026-06-25T12:35:24+02:0025 Giugno 2026 - 12:32|Categorie: Grocery, in evidenza|

Milano – Riequilibrare la distribuzione del valore nelle filiere agroalimentari italiane. Questo il focus dell’incontro dal titolo ‘Nuovi equilibri di valore nelle filiere agroalimentari: il modello HonestFood’, in scena ieri presso la Sala Buzzati del Corriere della Sera, a Milano. L’appuntamento, promosso dall’associazione HonestFood, presieduta dal presidente Giacomo Pedranzini, ha riunito istituzioni, mondo accademico e imprese per la presentazione della prima ricerca dell’Osservatorio HonestFood–Liuc Business School dedicata alla filiera dell’olio extravergine di oliva.

I dati della ricerca evidenziano un settore oleario in cui l’Italia punta sempre più sul valore rispetto ai volumi: nel 2025 la produzione nazionale si attesta a circa 260mila tonnellate contro 1,15 milioni della Spagna, mentre il prezzo medio dell’olio extravergine italiano raggiunge i 930 euro ogni 100 chili rispetto agli 800 euro del prodotto spagnolo.

Restano tuttavia diverse criticità lungo la filiera dell’olio: l’aumento dei costi di produzione, la ridotta redditività delle imprese, il mancato ricambio generazionale e l’abbandono degli oliveti. In questo contesto, il modello HonestFood introduce il tema dell’equità economica accanto ai tradizionali parametri di qualità, origine e sostenibilità.

Nel corso del dibattito, moderato dal giornalista Fabio Sottocornola, Pedranzini ha richiamato con forza il tema della sostenibilità economica della filiera e della corretta redistribuzione del valore: “Il cibo oggi viene pagato troppo poco sugli scaffali della distribuzione e questo non garantisce sostenibilità economica alla filiera. Ai giovani rischiamo di raccontare troppe favole: la tecnologia aiuta, ma senza un prezzo che assicuri un reddito dignitoso non c’è futuro”.

Un richiamo condiviso anche da Giangiacomo Ibba, ad di Crai, che ha sottolineato la necessità di un cambio di approccio nella distribuzione: “La Gdo non può più essere guidata solo dalla leva del prezzo. Per anni abbiamo finito per misurare il lavoro dei buyer sulla capacità di ottenere sconti, dimenticando che il nostro ruolo è creare valore lungo la filiera. Il cibo non si sceglie solo per il costo: i consumatori cercano qualità, fiducia e salute. Allo stesso tempo, la distribuzione ha anche una responsabilità sociale, soprattutto nei piccoli territori dove i punti vendita sono presìdi fondamentali per la vita delle comunità. Serve quindi un modello più collaborativo, in cui il valore sia equamente redistribuito tra tutti gli attori della filiera, perché senza questo equilibrio il sistema non è sostenibile”.

Pedranzini ha infine evidenziato la dimensione strutturale del problema e le possibili leve di intervento: “Se vogliamo rendere sostenibile il settore dobbiamo affrontare il tema del prezzo del cibo. Le alternative sono due: aumentare la remunerazione del lavoro oppure cambiare i nostri consumi, mangiando meglio e forse anche un po’ meno”.

Il progetto trova una prima applicazione concreta in una bottiglia di olio extravergine realizzata secondo il Manifesto HonestFood, basato su trasparenza, qualità e scambio equo, destinata alla distribuzione nei punti vendita Crai.

(ED)

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