Ucima, macchine packaging (2): nel 2025 un altro fatturato record

2026-07-03T11:34:55+02:003 Luglio 2026 - 11:34|Categorie: in evidenza, Tecnologie|Tag: , , , |

Modena – Nel 2025 l’industria italiana delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio sfiora i 10,5 miliardi di euro di fatturato, registrando una crescita del 4% rispetto ai già record risultati del 2024 e confermando un trend di crescita ininterrotto da ben 25 anni. I dati sono stati resi noti nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci di Ucima, sulla base della 14^ Indagine Statistica Nazionale condotta dal Centro Studi di Ucima Mecs su 629 aziende del settore.

L’export si conferma il principale motore del settore, generando vendite per 8,19 miliardi di euro (+2,5%), pari al 78,3% del fatturato complessivo. La quota export media aziendale si attesta all’85,4%. Il podio delle destinazioni resta invariato: l’Unione europea si conferma la principale area di sbocco delle tecnologie italiane per il packaging, con 2,4 miliardi di euro di fatturato e una quota del 36,8% sull’export totale. L’Asia mantiene il secondo posto (1,09 miliardi; 16,6%), seguita da Nord America (1,03 miliardi; 15,7%), Europa extra-Ue (748,1 milioni di euro; 11,3%), Sud America (717,9 mln; 10,9%), Africa e Oceania (575,4 mln; 8,7%).

Particolarmente positivo l’andamento del mercato domestico, che nel 2025 cresce del 9,9%, raggiungendo 2,27 miliardi di euro. La quota delle vendite realizzate in Italia sale così al 21,7% del fatturato totale. L’incremento della domanda interna è stato trainato soprattutto dai comparti food e farmaceutico, che hanno registrato aumenti superiori al 15% sul mercato nazionale. Insieme, il settore alimentari e bevande assorbono il 55,4% delle vendite complessive.

“Il settore continua a presentare numeri positivi, ma la crescita è diventata sempre più volatile”, ha sottolineato nel commentare i numeri Luca Baraldi, responsabile Mecs, spiegando che l’industria delle macchine per il confezionamento “cresce all’interno di un sistema che, nel suo complesso, sta rallentando”, con Federmacchine che nel 2025 ha registrato una flessione dell’1,2%.

Riguardo all’andamento dei mercati, ha aggiunto: “Tra i 30 Paesi verso i quali esportiamo maggiormente, 24 sono gli stessi sui quali opera con maggiore intensità anche la Germania. Questo dato evidenzia quanto la competizione internazionale sia diretta e serrata”. E aggiunge: “Gli Stati Uniti, che rappresentano il primo mercato anche per i produttori tedeschi e cinesi, hanno rallentato sia sul fronte delle importazioni sia su quello delle esportazioni, ma particolare attenzione va riservata alla Cina, che esporta macchine per il packaging per un valore di circa 4 miliardi di euro per una quota di mercato che è passata dall’1% al 7%. In 78 Paesi le esportazioni cinesi sono cresciute a un tasso superiore al 20%”.

“Secondo il nostro modello previsionale nel prossimo triennio il comparto continuerà a crescere a un ritmo vicino al 3%”, conclude Luca Baraldi. “Non sarà però una crescita omogenea: sarà diversificata, selettiva e distribuita in modo non uniforme tra le diverse aree geografiche. Asia, America Latina e Oceania sono destinate a registrare gli incrementi più consistenti”.

 

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