Godalming (Inghilterra) – Compassion in World Farming, organizzazione internazionale per il benessere e protezione degli animali da allevamento, ha pubblicato nuovo report globale EggTrack che monitora i progressi di 602 aziende tra Europa, Nord America e Asia-Pacifico, secondo il quale la transizione delle filiere alimentari verso l’utilizzo di uova provenienti da allevamenti senza gabbie continua ad avanzare, ma il rispetto degli impegni fissati per il 2025 resta disomogeneo.
L’edizione 2025 analizza 852 impegni e rileva una transizione media dell’85%, in crescita rispetto al 75% registrato nel 2023. Quasi il 30% delle aziende ha completato il passaggio ai sistemi cage-free per tutte le categorie di uova interessate, consentendo a oltre 160 milioni di galline di essere allevate ogni anno senza gabbie.
Il quadro, tuttavia, resta articolato. Dei 415 impegni con scadenza nel 2025, solo il 48% è stato pienamente rispettato, mentre 217 risultano ancora incompiuti e 80 aziende non hanno pubblicato aggiornamenti sullo stato di avanzamento. Inoltre, 61 aziende hanno rinviato la scadenza dei propri obiettivi e 50 hanno ritirato del tutto l’impegno pubblico all’eliminazione delle gabbie, tra cui Unilever, Metro AG e Krispy Kreme.
L’Europa continua a guidare la transizione con un tasso medio del 94%. L’Italia si colloca tra i Paesi più virtuosi: delle 36 aziende monitorate, con 70 impegni complessivi, la quota media di approvvigionamento da sistemi senza gabbie raggiunge il 98,8% e 16 aziende hanno già completato il percorso.
In Italia la Gdo è in prima linea: Carrefour, Esselunga e Iper hanno raggiunto il 100% di ovoprodotti/uova usate come ingrediente da allevamenti senza gabbie nel 2025, andando ad aggiungersi ad Aldi, Bennet, Conad, Coop, Despar, Gruppo Selex, Lidl e Unes, già al 100% su tutte le categorie. Nell’ultimo anno, Lidl ha inoltre completato la transizione verso l’eliminazione dei sistemi combinati. Eurospin, Gruppo Pam e IN’S Mercato sono 100% senza gabbie per per le uova in guscio, ma restano le uniche insegne monitorate con un impegno parziale che non include gli ovoprodotti/uova usate come ingrediente. Gruppo VéGé rimane l’unica grande catena della distribuzione priva di un impegno pubblico per l’eliminazione delle gabbie.
Più disomogenea la situazione nella ristorazione, dove gli impegni pubblici restano limitati e alcune aziende hanno rinviato o non completato la transizione.
Secondo Compassion in World Farming, il report arriva in una fase decisiva anche sul piano normativo: la revisione della legislazione europea sul benessere animale potrebbe accelerare ulteriormente il superamento delle gabbie, trasformando la transizione in un fattore sempre più rilevante anche sotto il profilo della competitività.
(SP)