Gruppo Cremonini: obiettivo 7,5 miliardi di fatturato nel 2028. Inalca punta a crescere in Nord America

2026-07-22T10:22:05+02:0022 Luglio 2026 - 10:22|Categorie: Carni, in evidenza, Mercato|Tag: , , |

Castelvetro di Modena (Mo) – Il Gruppo Cremonini punta a “raggiungere nel 2028 un giro d’affari di 7,5 miliardi, mentre in seconda battuta c’è l’obiettivo di mantenere un tasso di crescita medio del 9-10% per i prossimi anni”, spiega al Sole 24 Ore Vincenzo Cremonini, Ad Gruppo Cremonini. L’azienda potrebbe così avvicinarsi ai 10 miliardi di ricavi nel 2030. Lo scorso anno è terminato con un fatturato di oltre 6,4 miliardi e per il 2026 si prevede una crescita ad almeno 6,7 miliardi di ricavi.

Il piano di sviluppo per i prossimi anni si articola in quattro pilastri: l’implementazione di una catena del valore integrata, l’internazionalizzazione, l’efficientamento e la crescita per vie interne grazie a investimenti da 600 milioni di euro.

Il pacchetto di investimenti prevede una tranche di oltre 150 milioni, di cui 40 destinati alla ristorazione con Chef Express: “Nella ristorazione commerciale stiamo puntando con inaugurazioni nel Sud Italia, in particolare in Puglia e nelle grandi isole dove ci stiamo rafforzando, qui abbiamo trovato grandi opportunità per le nostre insegne. Nei prossimi anni il Sud sarà il motore della crescita”, continua l’Ad. Nel travel retail Cremonini continuerà a partecipare alle gare per le concessioni. Altri investimenti saranno destinati a Marr. “I consumi nella ristorazione e, nel complesso in Italia, sono sostanzialmente stabili. Certo non si vede un trend brillante a causa della perdita del potere d’acquisto”, spiega ancora l’Ad.

Importante anche il settore delle carni bovine con Inalca: “Il Gruppo ha oltre 230mila bovini tra Italia e Polonia. In quest’ultimo paese siamo presenti con il grande polo produttivo di Sochocin per la macellazione dei capi e la lavorazione delle carni. In Italia vogliamo accelerare con il potenziamento della base degli allevatori per raggiungere una maggiore integrazione”, sottolinea Cremonini. “Nel medio periodo abbiamo l’obiettivo della valorizzazione della zootecnia italiana aumentando i capi nella nostra filiera bovina”.

Con il 40% del ricavi Inalca realizzato all’estero, in particolare Europa e poi Africa e Russia. Cremonini pensa anche a un’ulteriore espansione in Nord America, magari partendo dal Canada dove ha già uno stabilimento per il confezionamento di salumi made in Italy. “Con una piccola acquisizione oppure con una espansione siglando joint venture con partner locali”, conclude Vincenzo Cremonini.

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