Milano – In scena questa mattina, presso il Museo nazionale della scienza e della tecnologia, la presentazione di Tuttofood 2026 e del Forum internazionale della cucina italiana.
Sono intervenuti Antonio Cellie, Ceo Fiere di Parma, Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, Matteo Zoppas, presidente Ice-Agenzia e in collegamento Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura.
La manifestazione andrà in scena dall’11 al 14 maggio a Fiera Milano su 10 padiglioni e 85mila metri quadri netti sold out, pronti ad accogliere circa 5.000 espositori, 4.000 top buyer, e oltre 100mila visitatori professionali da 80 Paesi, a dispetto dei rischi che una situazione geopolitica incandescente non smette di creare.
Numeri che corrispondono a crescite a doppia cifra rispetto all’edizione 2025: +15% di superficie espositiva netta, +20% di espositori, +20% TPO (Trade Promotion Organisation), +33 % buyer. Il Continente più rappresentato è quello europeo per il 42% mentre il restante 58% si suddivide tra America Latina (9%), Far East e Asean (15%), Middle East (6%), Nord America (21%) e un 7% Resto del Mondo. Attese delegazioni particolarmente nutrite da Giappone, Corea del Sud, Canada e Sud America.
“Negli ultimi 5 anni tensioni geopolitiche, crisi climatiche ormai strutturali, problemi energetici, materie prime a rischio, costi fuori controllo, hanno messo in discussione anche produzione e accesso al cibo, elemento cruciale non solo in termini di sussistenza, ma di salute collettiva, coesione sociale, economica e ambientale”, ha affermato Antonio Cellie. “È arrivato il momento di fare scelte radicali e affrontare il futuro del cibo con senso di responsabilità. Pensiamo che nella nostra visione internazionale di Tuttofood la manifestazione sia il luogo giusto da cui lanciare un messaggio senza confini, non ideologico, ma programmatico e concreto coinvolgendo tutti gli attori della filiera che qui si ritrovano, arrivando da tutto il mondo, consapevoli che ormai il cibo non è solo una merce ma anche un valore”.
In foto: Maddalena Fossati e Antonio Cellie