Assolatte: export in India a -60%. La ragione: lo stop al caglio animale

2021-05-06T15:41:31+01:006 Maggio 2021 - 12:25|Categorie: Formaggi, in evidenza|Tag: , , , , , , |

Nuova Delhi (India) – L’export caseario italiano in India è crollato del 60% in volume e del 62% in valore in meno di un anno. Le vendite di Parmigiano reggiano e Grana Padano sono addirittura calate del 90%. Lo fa sapere Assolatte. Che ne spiega la ragione: la modifica unilaterale, da parte di Nuova Delhi, del certificato veterinario indispensabile per autorizzare l’ingresso dei formaggi nostrani nel paese. Ingrediente indispensabile per numerosi prodotti caseari italiani è infatti il caglio animale, che, però, non può far parte dell’alimentazione induista. Per anni non ha costituito un ostacolo. A condizione che venisse indicata chiaramente in etichetta la presenza di caglio animale. Da oltre un anno non è più così. “A febbraio dell’anno scorso l’India ha deciso di precludere a priori l’entrata dei formaggi realizzati con caglio animale”, spiega Paolo Zanetti, presidente di Assolatte al Sole 24 Ore. La ragione sarebbe legata alle scelte nazionalistiche del governo di Narendra Modi. “Mi rendo conto che il tempismo delle nostre rivendicazioni non è il più adatto”, afferma Zanetti. “Ma questo delle certificazioni veterinarie è un problema che risale a febbraio 2020, e se non cominciamo a lavorare già adesso a una soluzione, quando finalmente la pandemia sarà passata anche in India rischiamo di non cogliere la ripresa”. Per questo Assolatte ha chiesto l’intervento dell’ambasciata italiana di Nuova Delhi, dei nostri ministri competenti e della Commissione europea.

Torna in cima