Caro gasolio, autotrasportatori verso il blocco dei servizi. Unatras: “Settore al collasso”

2026-04-14T09:23:26+02:0014 Aprile 2026 - 09:23|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , , , |

Roma – “Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, e senza risposte concrete del Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi”. Lo afferma Unatras (Unione nazionale associazioni autotrasporto merci) che, dopo i ripetuti segnali di allarme lanciati, ha convocato per il prossimo 17 aprile a Roma il Comitato Esecutivo per assumere le decisioni sulle azioni di autotutela della categoria.

L’unione denuncia da tempo che “il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada. Una dinamica che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane”, prosegue la nota.

Unatras sottolinea ancora: “Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari. È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate. Considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale, è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale”.

L’unione degli autotrasportatori chiede l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta di 100 milioni; i ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione; interventi a sostegno della liquidità delle imprese; attuazione provvedimenti normativi e immediata compensazione rimborsi accise.

“Senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo – annuncia Unatras – il Comitato Esecutivo già convocato valuterà l’attuazione del fermo nazionale, come conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese per cui è diventato impossibile garantire la continuità dei servizi di autotrasporto, fondamentali per la filiera logistica ed economia italiana”.

Intanto i  trasportatori siciliani, guidati da Salvatore Bella, sono fermi dalla mezzanotte del 13 aprile, per cinque giorni. Il fermo interessa le attività di tutti i porti siciliani in cui vengono congelate tutte le attività di carico/scarico dei semirimorchi dalle navi, si legge sul sito Uomini e trasporti. Secondo gli organizzatori l’adesione è al 90%. L’obiettivo dichiarato è di non rifornire la Gdo “almeno fino a che non avremo impegni scritti dal governo nazionale a seguito di un incontro”.

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