Roma – Uno studio durato otto anni sul commercio al dettaglio in 40 Comuni di medie dimensioni fotografa l’evoluzione delle nostre città. L’analisi è stata condotta da Confcommercio e parla di un processo di rarefazione di negozi come botteghe artigianali, librerie e giocattolai. Al loro posto, si legge sul Sole 24Ore, ristoranti, paninoteche, street food, negozi di elettronica e qualche farmacia.In totale, le attività commerciali al dettaglio del centro hanno registrato un -14,9%, quelle in periferia un -12,4%. Gli ambulanti, invece, sono aumentati del +36,3%. Alberghi, bar e ristoranti sono cresciuti complessivamente del +10,2%. Il dato più eclatante riguarda il Sud, dove si sono moltiplicati i venditori ambulanti (+85,6% nei centri storici e +25,3% nelle periferie). “Così si riduce la qualità della vita dei residenti e l’appeal turistico delle nostre città”, denuncia Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, che chiede al governo di intervenire con una “efficace politica di agevolazioni fiscali”.
Confcommercio: in otto anni meno negozi e più offerta nel settore food
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