Roma – L’imprenditore Oscar Farinetti ha una lunga storia professionale. Nel 1980 inventa Unieuro, la catena di elettronica al consumo che poi vende, a caro prezzo, alla britannica Dixon’s. Un affare per lui. Un pacco per gli inglesi. Con una parte dei soldi compra un po’ di aziende nel settore alimentare e lancia Eataly. La lascia ai figli e si concentra su un progetto ‘verde’ che vedrà la luce a breve. Nel frattempo si diverte a commentare la realtà italiana. E così rilascia un’intervista a Il Fatto Quotidiano. A un certo punto il discorso va sulla patrimoniale, il contributo di solidarietà lanciato da alcuni parlamentari del Pd. “Il problema è il nome. Sentiamo patrimoniale e mettiamo mano alla pistola. Allora chiediamo a qualche creativo di cambiar nome e proseguiamo sulla strada più naturale e conveniente per noi”, sottolinea Farinetti. “Ma dev’essere una norma che ci obblighi. Un po’ come fece Giuliano Amato nel 1992”. I più giovani non lo ricordano. Invece chi ha i capelli grigi se lo ricorda eccome. Nottetempo, tra giovedì e venerdì, il premier socialista entrò di soppiatto nei conti correnti degli italiani prelevando il 6 per mille sulle somme presenti. Un esproprio di Stato che oggi l’Oscar nazionale vuole riproporre.
Diretta Coronavirus/Farinetti: “Patrimoniale? Giusta. Un po’ come fece Amato nel 1992”
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