Berlino (Germania) – Il ministro tedesco della Salute, Nina Varken, ha presentato una proposta di legge per l’introduzione di una tassa sulle bevande zuccherate a partire dal 2028. Il gettito stimato è di 450 milioni di euro annui.
Il sistema sarà modulare: esenti i drink con meno di 5g di zucchero per 100ml. Prevista un’aliquota di 0,26 €/litro per la fascia 5-8g e di 0,32 €/litro oltre gli 8g. Esclusi i succhi 100% frutta. Le tariffe saranno indicizzate all’inflazione.
L’iniziativa fa seguito alle raccomandazioni della commissione di esperti sulla riforma sanitaria, che ha individuato nella tassazione delle bevande zuccherate uno strumento per contribuire a stabilizzare i costi sanitari. La politica è volta a contribuire alla prevenzione di patologie quali le malattie cardiovascolari e l’obesità, in particolare tra i bambini e i giovani. Il sostegno alla proposta è giunto anche dalla comunità medica.
La mossa della Germania segna un cambiamento di rotta, poiché in precedenza il Paese si era opposto all’introduzione di una tassa di questo tipo nonostante livelli di consumo di zucchero relativamente elevati. I dati indicano che l’assunzione media giornaliera di zucchero dalle bevande in Germania si attesta a 25,7 grammi, superando i livelli registrati in paesi come il Portogallo e l’Italia.
Netta l’opposizione dei produttori, che sottolineano come l’industria stia già operando riduzioni volontarie e denunciano un aggravio fiscale ingiustificato. Di parere opposto la comunità medica e l’Oms, che citano il successo del modello britannico, dove l’iniziativa ha ridotto drasticamente l’apporto di zuccheri nel mercato.