Milano – Campari Group chiude il primo trimestre 2026 con vendite pari a 643 milioni di euro, in calo del 3,4% su base complessiva ma in crescita organica del 2,9%. Sul risultato hanno inciso l’effetto cambi negativo, legato soprattutto al dollaro statunitense e giamaicano, e l’impatto della cessione di Cinzano.
Il gruppo conferma la guidance per l’intero esercizio, prevedendo una crescita organica delle vendite intorno al 3% e un miglioramento contenuto del margine Ebit rettificato, atteso soprattutto nella seconda parte dell’anno. Tra gli elementi che peseranno sui conti figurano i dazi statunitensi, stimati in circa 30 milioni di euro su base annua.
Parallelamente, la società prosegue il piano di contenimento dei costi, con benefici stimati pari a circa 70 punti base sul margine nel 2026 e 200 punti base complessivi entro il 2027.
“Abbiamo iniziato il 2026 con una performance solida nel trimestre più contenuto, grazie all’implementazione della strategia focalizzata su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico”, ha dichiarato il ceo Simon Hunt.
Nel trimestre il gruppo ha inoltre avviato un’ottimizzazione delle scorte negli Stati Uniti sui marchi non prioritari, per un impatto di circa 10 milioni di euro che non sarà recuperato nel corso dell’anno.
Fonte: Sole24ore