Ferrara – L’Emilia-Romagna punta sulla Pera Igp come modello per il rilancio dell’intera pericoltura italiana. È il messaggio emerso da Interpera 2026, il convegno internazionale organizzato a fine giugno a Ferrara dal Centro servizi ortofrutticoli CSO Italy, dove istituzioni e filiera hanno indicato la necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato per affrontare la crisi del comparto.
L’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi ha individuato le priorità per il futuro: investimenti in ricerca, innovazione e frutteti resilienti, valorizzazione della qualità e della promozione, tutela dell’Organizzazione comune dei mercati nella futura Pac e maggiore reciprocità negli scambi internazionali. Obiettivi ritenuti indispensabili per sostenere una filiera messa sotto pressione negli ultimi anni da fitopatie, eventi climatici estremi e siccità.
In questo contesto, quindi, la Pera dell’Emilia-Romagna Igp viene indicata come laboratorio nazionale per il rilancio del settore. Secondo il consorzio UNAPera, la certificazione sta dimostrando la propria capacità di generare valore lungo la filiera: nel 2025 i volumi commercializzati sono aumentati di circa il 50% rispetto alla campagna precedente e la superficie certificata ha raggiunto 3.150 ettari, pari a quasi il 30% della superficie regionale investita a pero. Un percorso che conferma il ruolo strategico della valorizzazione dell’origine certificata per rafforzare la competitività del comparto. (ML)