Lidl: multa da 1 milione di euro per etichette fuorvianti sulle confezioni di pasta

2020-01-20T10:21:38+01:0020 Gennaio 2020 - 09:31|Categorie: Pasta e riso|Tag: , |

Roma – Ammonta a 1 milione di euro la multa comminata a Lidl dall’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, per aver dato informazioni ingannevoli in etichetta sull’origine del grano duro utilizzato per la pasta venduta a marchio ‘Italiamo’ e ‘Combino’. Come mai? Secondo quanto dichiarato da Agcm, Lidl avrebbe usato una pratica molto diffusa nell’alimentare, quello di usare simboli e diciture che richiamano inequivocabilmente l’italianità dei cibi venduti (bandiere tricolori, simboli che evocano il BelPaese o la dicitura Made in Italy). Purtroppo però, il grano utilizzato per la produzione della pasta era di origine estera. Il caso di Lidl non è isolato. E rientra nei procedimenti istruttori – conclusi il 17 gennaio scorso – riguardanti le informazioni fuorvianti circa l’origine del grano duro, diffusi attraverso le etichette e i siti aziendali, anche di altri marchi: Divella, De Cecco, Margherita Distribuzione (ex Auchan Spa, marchio Passioni), e Cav Giuseppe Cocco. Ma, mentre tutte queste aziende hanno immediatamente presentato un impegno scritto per riparare all’errore, Lidl non ha accolto la richiesta di Agcm. Perchè? Lidl argomenta: “Tale pasta è da considerare a tutti gli effetti italiana. La dicitura ‘Prodotto in Italia’ è del tutto coerente con le regole europee di attribuzione di origine. Il prodotto è italiano in quanto non solo l’ultima trasformazione sostanziale è avvenuta in Italia, ma anche perché la semola utilizzata è completamente italiana in quanto trasformata in Italia. La percezione di italianità che il consumatore ne ricava è decisamente corretta in quanto il prodotto è italiano ai sensi della normativa vigente”. Argomentazioni, però, insufficienti a evitare la multa da 1 milione di euro.

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