Roma – La multinazionale Lindt & Sprüngli, che nel 2022 ha incorporato la storica azienda dolciaria Caffarel, ha presentato ricorso al Tar contro il provvedimento con cui il ministero dell’Agricoltura ha trasmesso alla Commissione Ue il disciplinare per il riconoscimento dell’Igp del Giandujotto di Torino. Promossa dal Comitato Giandujotto di Torino, organismo che rappresenta oltre 40 imprese cioccolatiere piemontesi, l’Indicazione geografica protetta punta a rafforzare la valorizzazione e la tutela del prodotto.
Come riferisce l’agenzia Ansa, l’iniziativa giudiziaria di Lindt & Sprüngli sarebbe giunta a sorpresa dopo che la società, nel corso della procedura amministrativa, aveva manifestato l’intenzione di non ostacolare il percorso di registrazione della nuova Igp. Al centro della contestazione ci sarebbe, però, il pericolo di sovrapposizione tra la futura indicazione geografica e il marchio registrato di Caffarel ‘Gianduia 1865 – L’autentico Gianduiotto di Torino’, depositato nel 1972 e successivamente rinnovato. Secondo l’azienda, il provvedimento ministeriale garantirebbe inoltre una tutela del marchio limitata a 15 anni. Da qui la richiesta di maggiori certezze giuridiche sulla coesistenza tra l’Igp e il proprio segno distintivo. Il ricorso non dovrebbe avere l’obiettivo di rallentare o ostacolare il riconoscimento dell’Igp, bensì di assicurare una convivenza chiara e stabile tra la futura indicazione geografica e il marchio storico dell’azienda. (ML)