Le creme e paste a base di frutta a guscio non sono conserve: la sentenza del Consiglio di Stato

2026-07-13T14:47:59+02:0013 Luglio 2026 - 14:47|Categorie: Dolci&Salati, in evidenza|Tag: , , , , , |

Roma – Policom, azienda specializzata nella lavorazione della frutta a guscio, ottiene un’importante vittoria davanti al Consiglio di Stato (sentenza n. 5183/2026), a seguito del rigetto dell’appello proposto dalla Stazione sperimentale per l’industria delle conserve alimentari (Ssica), confermando la sentenza del Tar del Lazio. Questa sentenza, a sua volta, aveva accolto il ricorso dell’azienda contro il decreto del Mimit sui contributi per l’anno 2024.

In particolare, il contenzioso riguarda “l’inserimento della ‘frutta a guscio’ e delle ‘creme a base di frutta a guscio’ tra i prodotti soggetti al contributo obbligatorio destinato al finanziamento della Stazione Sperimentale”. La Policom, tramite l’amministratore unico Sebastiano Polimeni e la co-titolare avv. Michela Polimeni, “ha sostenuto che tali prodotti non rientrassero nella categoria delle conserve alimentari e che, pertanto, non potessero essere gravati dal relativo contributo”, si legge in un comunicato di Policom.

“Nel corso del giudizio di primo grado, il Tar Lazio aveva disposto una verificazione affidata all’Università La Sapienza di Roma, la quale ha concluso che i prodotti a base di frutta a guscio e le relative creme non possono essere qualificati come conserve vegetali, poiché non vengono sottoposti ai tipici processi di conservazione finalizzati al prolungamento della shelf-life del prodotto“, prosegue la nota.

I giudici hanno confermato l’annullamento degli atti che avevano incluso creme a base di frutta a guscio tra quelli soggetti al contributo obbligatorio previsto per le imprese del comparto conserviero.

“La decisione”, sottolinea Policom, “è destinata ad avere riflessi ben oltre il singolo caso, poiché chiarisce i limiti dell’ambito applicativo del contributo e individua un’importante distinzione tra prodotti conservieri e preparazioni ottenute da materie prime naturalmente stabili, come quelle derivanti dalla lavorazione di mandorle, nocciole e pistacchi“.

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