Linkontro 2026: in un contesto di bassa fedeltà, vince la precisione degli assortimenti

2026-05-18T09:20:08+02:0018 Maggio 2026 - 09:20|Categorie: in evidenza, Mercato, Retail|Tag: , |

Cagliari – Si è conclusa il 16 maggio l’edizione 2026 de Linkontro, l’evento organizzato da NielsenIQ, che ha riunito presso la storica sede Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (Ca) i principali protagonisti di industria e distribuzione. La maggiore frequenza d’acquisto e la riduzione della fedeltà è già una realtà: si registra un calo della fedeltà sia nei confronti dell’insegna (‑5,7%) sia verso i brand (‑4,2%). Uno dei messaggi centrali emersi a Linkontro 2026 riguarda il ruolo dell’assortimento. Negli ultimi cinque anni, l’offerta a scaffale si è ampliata su tutti i canali. Nei supermercati il numero di prodotti disponibili è aumentato di oltre 270 referenze, nei discount di quasi 500, mentre nei drug specialist l’ampliamento è stato di circa 200 prodotti in più (2025 vs 2021).

“Eppure, a fronte di un’offerta sempre più ampia, il comportamento di acquisto resta sorprendentemente stabile: una famiglia acquista mediamente circa 151 prodotti l’anno (erano 149 nel 2024), ma solo 34 di questi generano l’80% della spesa complessiva. Un dato che dimostra come lo shopper non cerchi più ampiezza, ma rilevanza” evidenzia Stefano Cini, Direttore Commerciale Fmcg di NielsenIQ.

In un contesto di fedeltà sempre più fragile, la precisione assortimentale emerge come il primo driver di fidelizzazione. Le insegne più performanti allineano assortimento, formato e shopping mission; calibrano l’offerta in base alla pressione competitiva locale ed infine progettano il punto vendita sul target prevalente del micro‑territorio. I dati mostrano che le insegne vincenti crescono più della media grazie a volumi, non a una maggiore intensità promozionale, registrano una redditività a scaffale superiore e una base acquirenti in espansione, con livelli di fedeltà più elevati.

Un ulteriore insight chiave riguarda la relazione tra Idm e Mdd. Nel corso dell’ultimo anno, l’industria di marca – con più di 1.408 milioni di euro – ha contribuito al 56% della crescita del Largo consumo confezionato, sostenuta prevalentemente dall’evoluzione dei prezzi, mentre la Mdd – con oltre 1.122 milioni di euro – ha pesato per il 44%, trainata soprattutto dall’espansione assortimentale. Due leve diverse, ma complementari, che nelle insegne più evolute vengono gestite in modo integrato.

In foto: Liz Buchanan, presidente di NielsenIQ North America

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