Peste suina in Italia: aggiornamenti sull’export in Giappone, Brasile, Canada e Cuba

2022-01-17T14:50:19+02:0017 Gennaio 2022 - 14:49|Categorie: Carni, in evidenza, Salumi|Tag: , , , , , |

Roma – Il ministero della Salute ha emanato una nota di aggiornamento sull’export di salumi e carni suine a seguito dei primi casi di Psa in Italia. Le autorità del Giappone, tra i primi paesi a bloccare l’import, hanno individuato come ultima data per lo sdoganamento di carichi il 13 dicembre 2021. Solo i prodotti confezionati entro tale data potranno essere sdoganati. La certificazione si conferma sospesa e non sono ammesse ulteriori spedizioni, indipendentemente dalla data di confezionamento.

Quanto all’export verso il Canada, è riconosciuta la regionalizzazione grazie all’accordo Ceta con l’Ue. Il ministero della Salute conferma che le autorità canadesi hanno aggiornato le condizioni di importazione per le carni suine fresche/congelate e i prodotti stagionati, mentre rimangono invariate le condizioni sanitarie per i prodotti cotti, sterilizzati e involucri trasformati di origine suina. I certificati rilasciati successivamente all’8 gennaio dovranno essere accompagnati da un’attestazione sanitaria integrativa, non ancora disponibile.

In Brasile è possibile continuare a esportare con i certificati attualmente in vigore le seguenti categorie di prodotti a base di carne suina: cotti, con trattamento termico di almeno 30 minuti a 70°C su tutta la carne o a trattamento termico superiore o equivalente in grado di inattivare il virus della Psa; stagionati per un periodo minimo di sei mesi. Scatta invece la sospensione dell’esportazione per le carni suine e i prodotti a base di carne suina a breve stagionatura a partire dal 5 gennaio.

Le autorità sanitarie di Cuba hanno disposto il temporaneo divieto di introduzione di carne suina e prodotti a base di carne suina provenienti dall’Italia, non essendo riconosciuta la regionalizzazione.

Torna in cima