Roma – Diminuiscono le quantità, ma i prezzi non seguono lo stesso andamento. È il fenomeno della shrinkflation, al centro dell’ultima rilevazione dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha analizzato l’evoluzione di un paniere di prodotti di largo consumo confrontando prezzi e grammature rispetto al 2022, con un focus sui gelati.
Secondo lo studio, il comparto gelati rappresenta uno degli esempi più evidenti: il gelato su stecco si riduce in media del 16,67% (da 120 a 100 ml), mentre il prezzo cresce del +14%; il cono cala dell’8% con un aumento del +15%, mentre il ghiacciolo perde l’8,57% di prodotto a fronte di un prezzo invariato; va specificato che il fenomeno non interessa tutti i prodotti che rientrano nella categoria merceologica indicata, ma solo alcune marche.
Nel complesso, osserva Federconsumatori, “i gelati risultano più ‘leggeri’, ma solo in termini di quantità”, con effetti diretti sul potere d’acquisto delle famiglie.
Il fenomeno non riguarda solo il comparto food, tra i prodotti monitorati emergono aumenti anche nei beni per la cura della casa: l’ammorbidente perde il 12,5% di prodotto con un rincaro del +78,85%, il detersivo per piatti cala del 5,56% a fronte di un +50,31% di prezzo, mentre il bagnoschiuma scende del 16,67% con un aumento del +26,85%.
Tra gli alimentari si segnalano la bibita gassata (-10% quantità, +7,5% prezzo), la birra (-6,06%, +20,16%), i cereali per la colazione (-15,07%, +2,99%) e la passata di pomodoro (-1,43%, +16,81%). Anche lo yogurt, pur mantenendo invariato il prezzo a confezione, registra una riduzione della grammatura dell’11,76% e un aumento del prezzo al chilo.
“Il consumatore paga spesso lo stesso prezzo senza percepire la riduzione delle quantità”, evidenzia Federconsumatori, che sottolinea come il fenomeno sia difficile da intercettare senza un confronto puntuale del prezzo al chilo o al litro.
Sul fronte normativo, intanto, si rafforza l’attenzione al fenomeno: la misura anti-shrinkflation prevista dal Ddl Concorrenza, entrerà in vigore il 15 luglio, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto nuovo schema di decreto che prevede che l’informazione sul rimpicciolimento della confezione deve essere comunicata ai dettaglianti, questi ultimi dovranno veicolare l’informazione ai consumatori esponendola nel punto vendita oppure sui canali di vendita online. L’obbligo si applica per un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui il prodotto è messo in vendita nella sua quantità ridotta. Federconsumatori auspica tuttavia che l’informazione includa anche l’aumento del prezzo unitario, per garantire piena trasparenza.
(SP)