Barcellona (Spagna) – Un rapporto ufficiale del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione ha confermato che l’attuale focolaio di peste suina africana in Catalogna non è riconducibile a una fuga dal laboratorio di ricerca locale, accantonando così una delle ipotesi iniziali investigative. La commissione di esperti chiamata ad analizzare l’epidemia ha comparato geneticamente il virus rilevato nei cinghiali selvatici con i ceppi presenti e utilizzati in laboratorio e non ha trovato alcuna corrispondenza.
“La diffusione spaziale mostra un andamento lento e localizzato”, si legge nel report citato da Pig Progress. “Il virus individuato presenta una firma genetica distinta e un comportamento sul campo diverso da quello osservato nei focolai associati a ceppi altamente virulenti, inclusa la presenza di animali con anticorpi contro il virus. Nel loro insieme, queste osservazioni sono coerenti con la possibile circolazione di un isolato moderatamente virulento, potenzialmente associato a forme subacute della malattia, sebbene questa ipotesi richieda conferma attraverso test sperimentali”.
Nel frattempo, il numero di carcasse infette di cinghiali nell’area a nord di Barcellona è salito a 142. Sebbene l’area in cui vengono rinvenute le carcasse infette resti limitata, sono stati individuati ritrovamenti leggermente più a nord. L’ultimo caso, datato 1° febbraio, indica una localizzazione a circa 1 km dall’aeroporto di Sabadell, circa 700 metri più a nord rispetto all’ultimo rapporto. L’area totale in cui sono state rinvenute carcasse infette misura quasi 7 km da nord a sud e 5 km da est a ovest.
Durante le attività di sorveglianza, alcuni esemplari risultati positivi avevano anticorpi contro il virus, suggerendo che alcuni animali potrebbero aver superato l’infezione. Ciò insieme al comportamento territoriale del focolaio lascia aperta l’ipotesi che il ceppo potrebbe essere “moderatamente virulento”, anche se questa interpretazione richiede ulteriori conferme sperimentali.
La commissione ha formulato nove raccomandazioni per contenere e gestire l’epidemia, tra cui il sequenziamento completo del virus, la sperimentazione sulla virulenza, il controllo della popolazione di cinghiali e il rafforzamento della biosicurezza nelle aziende suinicole dell’area interessata, in linea con le politiche europee di lotta alla Psa.