Roma – Il settore degli spirits e degli alcolici è in costante evoluzione e, secondo il Kenneth Research, cresce a un tasso del 3%, verso i 32 miliardi di dollari entro la fine del 2024. Secondo le ultime ricerche, rivela Federvini, fra i trend che caratterizzeranno il comparto nei prossimi mesi, c’è quello dei cosiddetti ‘Ready to drink’, ovvero i cocktail pronti in formato monodose. Negli ultimi mesi, infatti, è aumentato l’interesse verso questa categoria di prodotto, che si è sempre più avvicinata al segmento premium: cocktail in lattina preparati da barman professionisti, a parziale sostituzione delle uscite nei locali, chiusi per la pandemia. La categoria del vino, invece, ha visto crescere l’attenzione alla salute e il conseguente lancio di prodotti più naturali o biologici, nonché di referenze a basso contenuto alcolico. In particolare, Iswr registra un’importante crescita degli spumanti biologici, ma anche delle bevande a ridotto contenuto di alcol o alcohol-free. Per quanto riguarda il comparto delle birre, in risposta alla crescente attenzione verso l’ambiente, le aziende stanno cercando nuovi metodi di produzione più sostenibili. Infine, dopo l’ascesa del gin nel 2019 e del rum nel 2020, quest’anno, si prevede la crescita delle vendite di tequila, specialmente quella premium. Un trend che Fortune Business Insights stima porterà il mercato dagli attuali 9,89 miliardi a 14,70 miliardi entro il 2028.
Bevande alcoliche, le nuove tendenze per il 2021
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