Zuccherificio Pontelongo (Pd) fermo, stop ai lavoratori stagionali. Vertice in Regione per il ricollocamento

Padova – I 100 lavoratori stagionali dello zuccherificio Co.Pro.B. Italia Zuccheri di Pontelongo (Pd), quest’anno non saranno richiamati a causa del fermo dell’impianto di produzione (leggi qui) dovuto dalla scarsità dei volumi di barbabietola prodotti sul territorio locale. Per questo motivo, la Regione Veneto ha organizzato un tavolo di lavoro coordinato dell’Unità di crisi regionale

2026-04-21T10:38:13+02:0021 Aprile 2026 - 10:38|Categorie: Dolci&Salati|Tag: , , , |

Crisi dello zucchero / 3 Cia-Agricoltori Italiani: “Subito un tavolo nazionale per rilanciare il comparto bieticolo-saccarifero”

Roma – In seguito all’annuncio da parte di Coprob della sospensione stagionale temporanea dello storico zuccherificio di Pontelongo (leggi qui), Cia-Agricoltori Italiani Padova chiede un tavolo di confronto nazionale con tutti gli attori del comparto bieticolo-saccarifero in favore di un rilancio della produzione di zucchero 100% italiano. “Anche se si tratta di un’interruzione esprimiamo forte

2026-02-26T10:16:35+02:0026 Febbraio 2026 - 10:16|Categorie: Dolci&Salati, Mercato|Tag: , , , |

Crisi dello zucchero / 2 Confagricoltura Bologna: “Situazione preoccupante. Il Governo deve intervenire”

Bologna – “La sospensione stagionale da parte di Coprob-Italia Zuccheri dell’impianto di Pontelongo (Pd) è un segnale preoccupante da non sottovalutare”, commenta Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna (nella foto). “Le difficoltà strutturali che il comparto bieticolo-saccarifero sta vivendo, rischiano di mettere in crisi l’intero sistema. […] È necessario cercare di correggere la rotta con

Crisi dello zucchero / 1 Coprob ferma l’attività dell’impianto di trasformazione di Pontelongo (Pd)

Pontelongo (Pd) – Coprob Italia Zuccheri, unico produttore nazionale di zucchero italiano 100%, ha annunciato la temporanea sospensione stagionale dell’impianto di trasformazione della barbabietola da zucchero di Pontelongo (Pd) per l’anno 2026. Molteplici le cause che hanno portato a questo provvedimento: l’incidenza degli effetti più deleteri dei mutamenti climatici sulle aree coltivate; i danni causati

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