Roma – Il trattato di libero scambio tra Unione europea e Mercosur è entrato in vigore in via provvisoria dal 1° maggio, ma la sua applicazione resta al centro di forti contestazioni politiche, agricole e istituzionali. Dopo oltre 25 anni di negoziati, la scelta di procedere senza attendere il voto del Parlamento europeo viene letta da molti osservatori come una forzatura, anche perché a Strasburgo era già emersa una maggioranza potenzialmente contraria all’intesa, si legge sul quotidiano Repubblica A&F. Il nodo principale riguarda la legittimità del percorso seguito dalla Commissione europea e, in particolare, le competenze della presidente Ursula von der Leyen sui trattati, questione ora sottoposta alla Corte di Giustizia europea.
Come scrive l’inserto di Repubblica, nelle settimane precedenti l’entrata in vigore sono arrivati nuovi ricorsi e atti formali di diffida. La delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, insieme al comitato ‘Stop Ue Mercosur’ e ad associazioni del mondo agricolo italiano, ha chiesto di impedire l’applicazione dell’accordo “in assenza del pronunciamento della Corte di Giustizia europea”. Un altro ricorso è stato presentato dal ministro dell’Agricoltura polacco, Stefan Krajewski, ma non è arrivata alcuna sospensiva.
Intanto gli agricoltori continuano a protestare contro un accordo definito dal comitato italiano “illegittimo e irresponsabile”, mentre le associazioni industriali guardano con favore alla sua entrata in vigore. Dura la replica del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che ha definito il ricorso europeo “un’azione degna di gente gelosa”, aggiungendo che “non vogliamo distruggere i loro prodotti, ma costruire una politica di complementarità”.