MEETING DI RIMINI Convegno con Tassinari (Coop), Monti (Agenzia Ice) e Berni (Grana padano)

Rimini –  “La qualità come cultura: la forza del Made in Italy” è il titolo dell’incontro che si è svolto questa mattina al Meeting per l’amicizia tra i popoli a Rimini. Al centro del dibattito la qualità del food Made in Italy e le iniziative necessarie per la sua valorizzazione all’estero. Particolarmente interessanti, in merito, gli interventi di Riccardo Monti, presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Vincenzo Tassinari,  presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia. Che, in chiusura del suo speech ha dichiarato: “Il brand Made in Italy  è vincente nel mondo. Ma per rendere vincente la produzione sono necessari progetti innovativi e soggetti propositivi. Occorre lavorare sull’efficienza, e sulla valorizzazione del prodotto. Non basta l’etichetta. Occorre che dietro di essa vi siano valori come la sicurezza, la genuinità, le proprietà nutrizionali… All’estero inoltre il consumatore è molto attento a fattori come l’eticità, la sostenibilità. E’ quindi necessario offrire prodotti che rispondano alle reali richieste dei cittadini consumatori”. Gli ha fatto eco Riccardo Monti che ha ribadito la necessità di educare il consumatore estero al prodotto italiano. “Per questo apprezzo particolarmente il punto vendita Eataly di New York: un luogo in cui è a disposizione del consumatore anche la formazione e l’informazione per conoscere i prodotti italiani”. Si sviluppano in questa direzione i progetti dell’Agenzia. Che nei prossimi mesi avvierà iniziative di promozione all’interno di alcuni punti vendita della Grande distribuzione estera. “In particolare i paesi focus sono Stati Uniti, dove  lo scorso anno il Made in Italy  ha registrato un incremento del 20%; la Russia e la Cina. Tra gli elementi chiave per agevolare i nostri prodotti all’estero, è fondamentale un forte radicamento nel mercato che si vuole ‘conquistare. Da qui la necessità di una promozione integrata che leghi il prodotto al territorio e alla tradizione da cui nasce”.  Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana padano, ha invece sottolineato la necessità di regole più severe per tutelare il Made in Italy sia all’estero che nel nostro Paese: “Le regole ci servono per andare in battaglia e vincere la sfida – ha dichiarato con decisione riferendosi al fenomeno dell’italian sounding-. L’Unione europea, forse anche per tutelare interessi forti di altri paesi ancora non si è dotata di un sistema forte in questo senso”.

 


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