Chicago (Usa) — Negli Usa le vendite di private label hanno raggiunto nel 2025 i 330 miliardi di dollari, conquistando una quota del 24% a volume e del 23% a valore sul totale del mercato. I dati sono stati comunicati dalla società di ricerche Circana, nel report ‘Private Labels in the U.S’. Come si legge nel documento, l’innovazione rimane un fattore chiave di crescita, con i retailer focalizzati su approvvigionamento sostenibile, prodotti orientati al benessere e offerte premium. I consumatori dichiarano di fidarsi dei marchi del distributore quanto dei brand industriali, di essere più propensi a evitare gli alimenti trasformati e a prestare maggiore attenzione ai valori nutrizionali e alle etichette degli ingredienti. I produttori di private label hanno recepito queste esigenze e la categoria guida o eguaglia i marchi nazionali nelle indicazioni più richieste in etichetta, come ‘biologico’, ‘ricco di fibre’, ‘proteico’, ‘vegano/vegetariano’, ‘senza o a basso contenuto di zuccheri’ e ‘senza glutine’. A trainare lo slancio di mercato sono, secondo Circana, i consumatori più giovani, in particolare la Generazione Z.
“Guardando al 2026, le prospettive per la PL restano positive, anche se più equilibrate, poiché la private label passa da una fase di accelerazione a un ciclo di crescita normalizzato”, ha dichiarato Lyons Wyatt, vicepresidente esecutivo globale e chief advisor di Circana. “Il panorama competitivo si sta intensificando, con i marchi industriali che rafforzano l’innovazione, affinano le strategie di prezzo e amplificano il coinvolgimento sui canali social e digitali. Queste dinamiche influenzeranno senza dubbio la traiettoria di crescita del private label negli anni a venire”.
La ricerca evidenzia anche solide performance a livello globale: nell’Ue, le PL mantengono una quota del 50% a volume, con una crescita significativa in paesi come Spagna e Francia.