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Vinitaly / 1 Ismea: produzione 2025 pari a 44 milioni di ettolitri

2026-04-13T09:00:03+02:0013 Aprile 2026 - 08:59|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , |

Verona – Il settore vitivinicolo italiano riafferma la propria solidità in un contesto globale complesso, chiudendo il 2025 con numeri che consolidano la sua leadership mondiale. Secondo i dati Ismea presentati a Vinitaly 2026, la produzione ha raggiunto i 44 milioni di ettolitri, segnando una crescita dello 0,7%, mentre l’export ha generato un valore di 7,8 miliardi di euro. Un elemento cruciale di questa performance è l’altissima incidenza dei vini a indicazione geografica, che rappresentano ormai il 90% delle spedizioni estere, confermando lo spostamento dei consumi verso i segmenti premium. Parallelamente, l’economia del vino trova linfa nel mercato interno grazie all’enoturismo, fenomeno che oggi coinvolge 18 milioni di italiani per un valore stimato di 2,5 miliardi di euro.

Per sostenere questo slancio, il Masaf ha varato il nuovo bando OCM Promozione 2026-2027, con una dotazione di oltre 98 milioni di euro. La misura, fortemente voluta dal Ministro Lollobrigida, introduce cambiamenti strutturali volti a garantire maggiore flessibilità e inclusività. Tra le novità più rilevanti spicca la riduzione delle soglie minime di investimento, una modifica che permette finalmente alle piccole realtà agricole di accedere alle risorse per l’internazionalizzazione. Il piano prevede inoltre un aggiornamento dei costi di riferimento per mercati strategici come Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Cina, oltre all’introduzione di parametri specifici per il mercato giapponese.

Sul fronte operativo, l’attenzione si sposta sulla digitalizzazione delle procedure attraverso il potenziamento dell’applicativo informatico gestito da Agebil, con l’obiettivo di snellire la fase di rendicontazione e ridurre il peso burocratico sulle imprese. Durante il confronto tra le sigle di settore è emersa una visione comune sulla necessità di guardare a nuovi sbocchi commerciali. Sebbene gli Stati Uniti restino un mercato centrale, la volatilità del cambio e la pressione dei dazi spingono il comparto verso le opportunità offerte dagli accordi di libero scambio con India e Mercosur. In particolare, la rimozione dei dazi sugli spumanti verso il Brasile potrebbe garantire un vantaggio competitivo immediato, stimolando una domanda finora latente e consolidando la presenza del brand Italia nelle economie emergenti.

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