Roma – Le importazioni in Italia dei prodotti del settore cereali, semi oleosi e farine proteiche nel primo mese del 2026 sono diminuite a volume di 39.600 tonnellate (-1,9%) e a valore di 50,4 milioni di euro (-6,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati, pubblicati da Anacer, l’associazione nazionale cerealisti, rivelano che a gennaio sono calate le quantità importate di frumento (grano tenero -11,2%, grano duro -41,9%). Risultano invece in aumento gli arrivi di mais (+9%) e orzo (+35%). L’import di farine proteiche (ottenute da fonti vegetali come avena, legumi, semi, noci e altre piante ricche di proteine) aumenta di 37.600 tonnellate nelle quantità (+20%) e di 5,2 milioni di euro nei valori (+8,4%). L’import dei semi e frutti oleosi risulta stabile nelle quantità e in diminuzione di 6,4 milioni di euro nei valori (-5,7%). Le importazioni di riso (considerato nel complesso tra risone, riso semigreggio, riso lavorato e rotture) aumentano di circa 7.800 tonnellate (+38%), si riducono invece di 11.200 tonnellate gli arrivi dei prodotti trasformati/sostitutivi (-8,8%)
L’export dall’Italia è diminuito di 43mila tonnellate a volume (-10,3%) e di 42,9 milioni di euro a valore (-8,7%), rispetto allo stesso periodo 2025. Nel mese di rilevazione risultano in diminuzione tutti i prodotti considerati, in particolare le quantità esportate dei prodotti trasformati (-14.600 t, pari a -6,3 milioni di euro), delle paste alimentari (-9.500 tonnellate, pari a -21,8 milioni di euro), e del riso (-11.100 t, pari a -13,7 milioni di euro).