Londra (Regno Unito) – La produzione di carne avicola e suina nel Regno Unito torna al centro del confronto dopo la pubblicazione di una mappa interattiva sulle emissioni di ammoniaca, che evidenzia le aree a maggiore concentrazione legate agli allevamenti intensivi. Lo strumento, sviluppato da Compassion in World Farming (CIWF) e Sustain, individua in contee come Lincolnshire, Herefordshire e Norfolk le concentrazioni più elevate.
Secondo il report ‘The Ammonia Pollution Problem’, l’agricoltura sarebbe responsabile dell’89% delle emissioni nazionali di ammoniaca. Una quota che, secondo gli autori, è cresciuta con l’intensificazione delle produzioni zootecniche. Una volta rilasciata, l’ammoniaca contribuisce alla formazione di particolato fine (PM2.5), associato a patologie come malattie cardiovascolari, ictus e problemi respiratori. Oltre agli effetti sulla salute, il report evidenzia impatti ambientali rilevanti, tra cui acidificazione dei suoli, proliferazione algale e degrado di habitat naturali.
Le conclusioni dello studio sono contestate da parte del settore: la National Pig Association sottolinea come il comparto stia riducendo le emissioni e mette in discussione la metodologia utilizzata per la mappa. Secondo l’associazione, il settore suinicolo rappresenterebbe circa l’8% delle emissioni totali di ammoniaca nel Regno Unito. Anche il British Poultry Council evidenzia il quadro normativo stringente che regola le emissioni e rivendica i progressi compiuti in termini di sostenibilità. Dati citati dal settore indicano inoltre una riduzione complessiva delle emissioni di ammoniaca dagli anni ’90, anche grazie a normative come il Pollution Prevention and Control Act.