Milano – Il made in Italy torna a correre sui mercati extra-Ue. Secondo i dati diffusi dall’Istat e ripresi dal Sole 24 Ore, ad aprile le esportazioni italiane verso i Paesi extra europei sono cresciute dell’11,3% su base annua, sfiorando i 28 miliardi di euro e generando quasi 3 miliardi di vendite in più rispetto allo stesso mese del 2025.
La crescita è diffusa in gran parte delle aree geografiche, con performance particolarmente rilevanti in Cina e Svizzera, entrambe oltre il 30%, oltre che negli Stati Uniti e in India, che registrano incrementi a doppia cifra. Determinante il contributo dei metalli preziosi verso il mercato svizzero, che nei primi mesi dell’anno hanno sostenuto una forte espansione dell’export nazionale.
Sul fronte settoriale, sottolinea il quotidiano di Confindustria, la dinamica positiva è guidata dall’energia (+34,9%), dai beni intermedi (+22%) e dai beni strumentali (+11,1%), mentre risultano in calo soltanto i beni di consumo durevoli (-10,2%).
Tra le poche aree in controtendenza emerge il Medio Oriente, dove le esportazioni arretrano di quasi sette punti ad aprile. Il bilancio del primo quadrimestre segna una flessione del 16%, pari a circa 1,3 miliardi di euro in meno, risentendo delle tensioni geopolitiche nell’area.
Nel complesso, i primi quattro mesi del 2026 evidenziano una crescita dell’export italiano del 3,7%, equivalente a quasi quattro miliardi di euro di maggiori ricavi per le imprese. Migliora anche l’avanzo commerciale extra-Ue, salito ad aprile a 3,8 miliardi di euro.