La Borsa di Mortara conferma la debolezza della domanda. Coldiretti chiede la convocazione urgente di un tavolo nazionale di filiera al Masaf. Cia domanda che Bruxelles riveda la Pac.
di Andrea Dusio
Mortara (Pv) – La riapertura del mercato del risone alla Borsa Merci di Mortara conferma il trend deflattivo del comparto. La seduta evidenzia una discrepanza tra le quotazioni ufficiali e i valori reali delle transazioni tra risicoltori e industria, condizionate da una domanda debole e da trasferimenti settimanali ridotti, influenzati anche dal ponte del 2 giugno nei rilevamenti dell’Ente Nazionale Risi.
Quando i contratti sono insufficienti, le Commissioni Prezzi mantengono quotazioni ‘nominali’ (teoriche). A Mortara questa dicitura mappa i tondi, privi di acquirenti, e l’Arborio, la cui valutazione ufficiale a 55 euro al quintale lordo è definita irraggiungibile dagli operatori. Sotto il listino anche le varietà scambiate: il Vialone Nano si attesta a 42 euro, il Sant’Andrea a 33 euro, mentre i lunghi B e il Roma scendono nei fatti a 30 euro, contro i 32 e 31 ufficiali. Il Baldo oscilla tra 32 e 36 euro; tengono solo i similari del Carnaroli e i lunghi A da parboiled.
Di fronte a questa contrazione, Coldiretti ha preso una netta posizione formale inviando una lettera al Masaf per chiedere l’immediata convocazione del Tavolo Nazionale di Filiera. L’organizzazione focalizza l’analisi sull’impatto dei fattori esterni: all’aumento dei costi produttivi si somma la pressione delle importazioni che, secondo i dati sindacali, hanno visto l’arrivo in Italia di oltre 300 milioni di chili di riso straniero (+10% su base annua), per l’80% di provenienza asiatica. Coldiretti propone interventi strutturali urgenti, tra cui un bando per la distribuzione di riso italiano alle famiglie indigenti e l’istituzione di un fondo dedicato ai contratti di filiera tramite le risorse del piano “Coltiva Italia”.
Sul piano macroeconomico, la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), per bocca del responsabile di comparto Giovanni Daghetta, riconduce la crisi a dinamiche di surplus interno ed europeo: l’eccedenza di merce rispetto al fabbisogno spinge i prezzi al ribasso, aggravata dalle elevate giacenze in Spagna e Grecia che competono a prezzi inferiori. Pur individuando una debole prospettiva nel recente rialzo dei corsi internazionali, Cia sposta l’obiettivo sulla revisione della Pac a Bruxelles, richiedendo tutele straordinarie sul modello di quanto già attuato per il comparto del grano duro.