Bioplastiche compostabili: fatturato 2025 in calo del 6,8% per le aziende italiane

2026-06-18T17:40:14+02:0018 Giugno 2026 - 17:40|Categorie: Mercato, Tecnologie|Tag: , , , , |

Roma – Nel 2025 il settore italiano delle bioplastiche compostabili registra un calo del fatturato del 6,8%, attestandosi a 656 milioni di euro rispetto ai 704 milioni dell’anno precedente. Si tratta del terzo anno consecutivo di contrazione per la filiera, dopo la fase di forte crescita registrata tra il 2012 e il 2022.

È questa la sintesi emersa al terzo Forum italiano delle bioplastiche compostabili, promosso da Assobioplastiche e Biorepack e ospitato a Roma questa mattina. Secondo Francesco Bertolini, professore della SDA Bocconi School of Management, “più che i volumi, è il fatturato a soffrire ormai da tre anni consecutivi”, segnale di una crescente pressione sulla marginalità del comparto. Nel dettaglio, la filiera conta oggi 252 imprese (-9,4% sul 2024), 2.838 addetti (-2,6%) e 119.100 tonnellate prodotte (-2%).

Il sentiment degli operatori, rilevato attraverso una survey condotta dall’Università Bocconi, resta tuttavia diviso: il 56% valuta positivamente il settore delle bioplastiche compostabili in Italia, mentre il 44% esprime giudizi negativi o molto negativi. Tra le principali criticità emergono la competizione sempre più basata sul prezzo, la frammentazione normativa a livello europeo e la crescente pressione dei prodotti extra Ue.

Sul fronte degli approvvigionamenti, il 42% delle imprese si rifornisce da Paesi terzi, principalmente per ragioni economiche (79%), mentre solo una quota marginale lo fa per motivazioni strategiche (7%). Sul piano della competizione internazionale, Bertolini evidenzia il ruolo crescente della Cina, “principale player emergente, sostenuto da forti incentivi pubblici e da un mercato in rapida espansione, con un valore attuale di circa 2 miliardi e un potenziale fino a 10 miliardi nel prossimo decennio”.

Il quadro regolatorio europeo resta un ulteriore elemento di incertezza. “Serve chiarezza normativa e una direzione europea più coerente”, sottolinea Bertolini, anche in riferimento al nuovo Regolamento Ue su imballaggi e rifiuti di imballaggio (Ppwr), che entrerà in vigore il prossimo 12 agosto e di cui “ancora rimangono aperte questioni rilevanti”.

In questo contesto, secondo il professore, diventa strategico “fare sistema lungo tutta la filiera, dai produttori di materiali fino alla grande distribuzione”. Centrale anche il rafforzamento delle sinergie con settori ad alto valore aggiunto, come il food packaging: un’integrazione che, secondo l’analisi emersa al Forum, “può contribuire a spostare il focus competitivo dal prezzo al valore, aprendo nuove prospettive di sviluppo per il comparto”.

(LV)

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