Unione Italiana Food (3): “Serve più innovazione, la crescita del food italiano arriva dall’estero”

2026-06-25T11:49:57+02:0025 Giugno 2026 - 11:49|Categorie: Mercato|

Milano – Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food, richiama la necessità di rafforzare l’innovazione nel settore alimentare italiano, in un contesto caratterizzato da un mercato interno ancora difficile e da forti tensioni economiche e geopolitiche. Nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, che rappresenta 530 aziende per un fatturato complessivo di 62 miliardi di euro (+6,9% sul 2024) e oltre 100mila addetti, è emersa la capacità del comparto di resistere alle crisi, sostenuto soprattutto dall’export, principale motore di crescita. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto i 25 miliardi di euro, in aumento del 9,2%.

Barilla evidenzia come l’inflazione continui a pesare lungo tutta la filiera, spingendo le imprese a ricorrere anche alle promozioni per sostenere i consumi in una fase di mercato poco dinamica. Inoltre, i comportamenti dei consumatori risultano sempre più polarizzati tra chi privilegia salute e benessere e chi è più esposto alle difficoltà economiche. Tra le sfide strutturali viene richiamata anche la denatalità, considerata un tema urgente che richiede politiche di lungo periodo e maggiore visione strategica (leggi qui).

In questo scenario, l’innovazione diventa centrale per garantire la competitività del food italiano, non solo nella tutela delle eccellenze Dop e Igp, ma anche nella capacità di evolvere e consolidare la presenza sui mercati global. “Celebriamo nel mondo la cucina italiana come Patrimonio Unesco, ma deve essere in grado di seguire l’evoluzione a livello globale”.

(ED)

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