Milano – La crisi demografica non modifica soltanto il mercato del lavoro, ma sta ridisegnando anche i consumi alimentari. È quanto emerge dall’analisi presentata da Unione Italiana Food in occasione della sua assemblea annuale (leggi qui).
Il progressivo passaggio da famiglie numerose a nuclei composti da una o due persone cambia formati, frequenza di acquisto e occasioni di consumo, premiando prodotti pratici, porzioni ridotte e alimenti con un maggiore contenuto funzionale.
Nel caffè si afferma la monoporzione, già scelta dall’88% degli over 65, mentre i surgelati – che nel 2025 hanno superato il milione di tonnellate consumate – intercettano la domanda di praticità, qualità nutrizionale e riduzione degli sprechi.
Cresce anche l’attenzione verso prodotti destinati alla popolazione senior: nelle preparazioni alimentari (brodi, sughi, zuppe), il settore da 5,3 miliardi si orienta verso il ‘food as medicine’ quotidiano, come zuppe proteiche o minestre ad alto valore nutrizionale per la terza età. “Il prossimo passo – già realtà in Giappone e Nord Europa – sono linee con texture modificata, ridotto sodio e alta densità nutrizionale per la terza età”, afferma l’associazione.