Milano – Le temperature elevate accelerano il deperimento della frutta estiva dopo la raccolta e costringono gli operatori a velocizzare la vendita delle partite per limitare le perdite. Il risultato è un generale ribasso dei prezzi all’ingrosso.
A favorire questa dinamica contribuisce anche una campagna produttiva 2026 complessivamente positiva per le drupacee (tra cui ciliegie e susine, pesche e albicocche), ma anche per angurie e meloni, con raccolti in aumento. Come riporta Il Sole 24 Ore, l’abbondanza di prodotto, unita alla necessità di smaltire rapidamente la merce più deperibile, sta esercitando quindi una forte pressione sui listini. Tra gli esempi più evidenti ci sono le albicocche, scese a valori compresi tra 1,30 e 1,80 euro al chilo, e le angurie, che registrano una flessione dei prezzi di oltre il 15%.
Dietro il calo delle quotazioni si nasconde però una criticità per la filiera. Se da un lato i consumatori possono beneficiare di prezzi più contenuti, dall’altro produttori e operatori devono fare i conti con margini ridotti e con il rischio di perdere prodotto invenduto a causa delle elevate temperature. (ML)