Bruxelles (Belgio) – Il ventunesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia resta bloccato anche per il nodo delle importazioni di pollack, il merluzzo d’Alaska utilizzato dall’industria della trasformazione per prodotti come bastoncini di pesce e altri surgelati. Francia, Germania e Portogallo chiedono di escludere il prodotto dal divieto di importazione, temendo pesanti ripercussioni sulla filiera.
Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, la Germania importa ogni anno circa 93mila tonnellate di pollack russo, materia prima essenziale per la propria industria dei surgelati. Negli ultimi anni la quota di approvvigionamento dalla Russia sarebbe cresciuta fino a rappresentare il 45% delle importazioni tedesche. Secondo il Thünen-Institut, ente di ricerca federale tedesco dedicato all’agricoltura, alle foreste, alla pesca e allo sviluppo rurale, un blocco delle forniture potrebbe compromettere la competitività dell’industria della trasformazione, con il rischio di delocalizzazioni produttive.
“Prima di assumere questo incarico non sapevo quanto i pesci fossero importanti dal punto di vista geopolitico”, ha commentato con ironia l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, sintetizzando una trattativa che mette in evidenza il difficile equilibrio tra obiettivi geopolitici e tutela delle filiere industriali europee.
La questione è emersa durante il confronto sul nuovo pacchetto di sanzioni, che comprende anche il congelamento del price cap sul petrolio russo. I rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri non hanno ancora trovato un accordo e hanno deciso di prorogare fino al 23 luglio l’attuale tetto al prezzo del greggio, rinviando l’intesa complessiva.
(SP)