Roma – La produzione dell’industria alimentare è cresciuta dello 0,7% nel periodo gennaio-marzo: un risultato migliore rispetto all’intero comparto manifatturiero (+0,3%). Il settore delle bevande, però, registra un calo della produzione del 2,9%.
Il fatturato dell’industria alimentare registra una flessione di circa il 2%, con un decremento sia sul mercato estero (-1,6%) sia su quello interno (-1,9%). Più marcata la contrazione del fatturato nel settore bevande (-4,2%), che cala in entrambe le aree, soprattutto sui mercati esteri (-11,4% sul mercato estero e -1,1% su quello interno). A riportare i dati è CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal Crea.
Rispetto allo stesso periodo del 2025, rallentano anche gli scambi agroalimentari: – 1% circa l’export e -5% l’import. Crescono le vendite di prodotti lattiero-caseari (+4,3%) e ortofrutta fresca, mentre calano vino (-8%), prodotti dolciari (-6%) e olio di oliva (-29%). Sul fronte dei mercati, aumentano le esportazioni verso Spagna (+9,3%) e Polonia (+10,6%), mentre diminuiscono quelle dirette in Germania (-1%) e negli Stati Uniti (-17,8%).
Il calo del mercato Usa arriva dopo quattro anni di crescita a doppia cifra e riguarda soprattutto vino, olio di oliva e pasta. Aumentano invece le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, conserve di pomodoro e preparazioni per salse e condimenti. Anche le importazioni rallentano.
Un’eccezione importante, come rileva l’indagine, è il Brasile, che cresce del 20,8% grazie soprattutto ai maggiori acquisti di carni bovine e semi di soia. Calano gli approvvigionamenti dalla Germania (-11%), con riduzioni per prodotti dolciari, formaggi freschi, zucchero e carni suine semilavorate. Il calo è legato soprattutto alla diminuzione delle importazioni di oli e grassi, prodotti lattiero-caseari, cereali e, in misura minore, prodotti ittici. Crescono invece gli acquisti di frutta secca (+18,6%), in particolare nocciole e pistacchi.
(FR)