Milano – A Milano la mafia è “imprenditrice”. A rivelarlo è la procuratrice aggiunta e coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia nel capoluogo lombardo, Alessandra Dolci. Come fa sapere il Corriere della Sera, in un intervento ieri in Consiglio Comunale, la pm ha evidenziato la vocazione imprenditoriale della criminalità organizzata che punta “a creare una rete con imprese e politica per il consenso sociale: otto volte su dieci è l’imprenditore che cerca i servizi del mafioso, perché è un modo semplice per alterare le regole del mercato, per aggiudicarsi una posizione da monopolisti, perché i mafiosi risolvono ogni tipo di problema”. Le associazioni mafiose fanno business, soprattutto nel settore della ristorazione, in due modalità. La prima riguarda i quartieri periferici, dove la mafia compra i bar: “significa marcare il territorio”, spiega Dolci. La seconda, invece, coinvolge il centro città, dove rileva e investe nei locali della movida. La loro frequentazione “è un’occasione per fare rete e conoscenze con imprenditori, professionisti e politici”. Inoltre è un modo per creare lavoro e ottenere consenso sociale. La procuratrice ha dunque lanciato l’allarme sul rischio di infiltrazioni mafiose sia per il Pnrr sia per i cantieri legati alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
A Milano infiltrazioni mafiose nella ristorazione
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