Roma – Nel corso del 2016 è cresciuto l’export dei salumi italiani nei Paesi extra Ue: +6,2% in volume (32.121 tonnellate) e +3% in valore (310 milioni di euro) Risultati brillanti sono stati conseguiti in Canada (+16% in volume e +15% in valore), Giappone (+20,1% e +15,4%), Brasile (+21,1% e +30,3%). Tra i mercati più piccoli, bene Libano, Norvegia e Bosnia Erzegovina. In difficoltà, invece, il flusso verso gli Stati Uniti, dove l’export di salumi italiani si è fermato a 8.107 tonnellate (-5%) per un valore di 100,7 milioni di euro (-4,8%). I prosciutti crudi stagionati sono quelli con le performance meno entusiasmanti, mentre sono positive le vendite di insaccati cotti, prosciutti cotti e salami. Gli Usa, comunque, restano il primo mercato di riferimento extra europeo, e i dati 2016 vanno letti tenendo conto dell’eccezionale risultato del 2015: +18,9% in volume e +22% in valore.
Assemblea Assica (6). Crescono gli scambi con i Paesi extra Ue: +6,2% in volume e +3% in valore
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