Cina / Una torta svela una rete di migliaia di ghost kitchen. Multe milionarie alle piattaforme di e-commerce

2026-06-24T15:33:23+02:0024 Giugno 2026 - 15:33|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , , , , |

Pechino (Cina) – Una torta di compleanno ordinata online ha sollevato uno dei più grandi scandali che abbiano mai coinvolto il food delivery cinese. L’indagine, avviata nel 2025 dopo la segnalazione di un consumatore di Pechino, ha scoperchiato una rete di migliaia di ghost kitchen e negozi inesistenti che ha portato le autorità a imporre sanzioni per 3,6 miliardi di yuan (circa 500 milioni di dollari) alle principali piattaforme di e-commerce e consegna di cibo del Paese, come Meituan, JD.com, Taobao, Tmall, JD.com, Pinduoduo e Douyin. Lo riporta Dao Insight.

Il caso è nato quando un cliente ha scoperto che la pasticceria ‘Sweet Love Letter’, da cui aveva acquistato una torta online, non esisteva fisicamente, mentre in rete il brand dichiarava circa 400 punti vendita in Cina. La produzione veniva in realtà affidata – dopo un’asta al ribasso che si svolgeva su una piattaforma di riassegnazione – a laboratori anonimi e spesso privi di adeguati standard igienici. L’inchiesta si è allargata fino a individuare quasi 10mila ghost kitchen operative sul territorio nazionale.

Nel mirino sono finite sette tra le principali aziende di e-commerce del Paese, accusate di non aver verificato identità, autorizzazioni e sedi operative dei commercianti presenti sulle rispettive piattaforme. JD.com avrebbe ospitato oltre 43mila attività irregolari, seguita da Pinduoduo con circa 9.500, Meituan con oltre 7mila e Taobao Flash Sale (6.329).

Lo scandalo ha portato a un inasprimento normativo: dal 1° giugno è obbligatorio dichiarare l’assenza di un punto vendita aperto al pubblico, mentre le piattaforme sono tenute a effettuare controlli più rigorosi su licenze, identità e indirizzi degli operatori. (FB)

 

Torna in cima