Roma – Si conferma in calo l’export del vino italiano nei primi mesi del 2026. Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che ha elaborato i dati Istat relativi al primo quadrimestre, le esportazioni si attestano a 2,34 miliardi di euro, in flessione del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. In diminuzione anche i volumi, scesi del 3,7% a 641 milioni di litri. Il rallentamento interessa sia i mercati extra Ue (-8,7% a valore) sia quelli comunitari (-3,9%).
Tra le principali destinazioni, gli Stati Uniti restano in forte sofferenza, con un saldo del -15,4% nei primi quattro mesi dell’anno, nonostante il lieve rimbalzo registrato ad aprile (+1,6%). In calo anche Germania (-6,8%), Regno Unito (-6,1%) e Svizzera (-12,7%), mentre il Canada mantiene una sostanziale stabilità. Segnali positivi arrivano invece da alcuni mercati emergenti, con Brasile (+17,8%), Cina (+9,7%) e Russia (+28%).
“Questi risultati confermano le difficoltà del mercato del vino e dei suoi scambi commerciali”, commenta il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi. “Per il settore sarà necessario rafforzare la presenza sui mercati di sbocco ed emergenti e, allo stesso tempo, ridurre la produzione, puntando a un equilibrio tra domanda e offerta capace di sostenere il valore del vino italiano, il reddito delle imprese e la competitività del comparto”.
(LV)