Farm to Fork/Pac 2021-2027 (3), Dorfmann (Commissione Agricoltura): “Necessaria una ridistribuzione del valore lungo la catena”

2021-11-10T11:06:16+02:0010 Novembre 2021 - 10:45|Categorie: Bio, in evidenza, Mercato|Tag: , , , , |

Roma – Interrogato sull’efficacia di Farm to Fork, e su come migliorarla per evitare di sovraccaricare gli agricoltori di ulteriori difficoltà, Herbert Dorfmann, parlamentare europeo e membro della Commissione Agricoltura si è così espresso: “La situazione della agricoltura europea sta vivendo un momento particolare. L’idea di creare una catena alimentare di più alto valore che favorisca un’alimentazione più equilibrata, seguendo tutta la filiera dal campo fino alla forchetta, mi sembra un ottimo approccio, che gioca a favore di tutti gli attori del settore e dei consumatori”. Tuttavia, sottolinea Dorfmann, sul piano pratico esistono delle difficoltà fondamentali: “Innanzitutto, la strategia Farm to Fork si concentra troppo sulla sostenibilità ecologica, non considerando che un’azienda deve essere anche sostenibile in termini economici e sociali, o rischia di fallire. Inoltre, al suo interno si parla molto di agricoltura, mentre si considera meno il resto della filiera. Bisogna invece vedere la catena alimentare nel suo insieme, realizzando un’analisi che vada dal produttore al trasformatore, fino al distributore e al consumatore”. Infine, aggiunge: “Nel documento non si parla abbastanza del biologico, ma se si vuole arrivare a coltivare il 25% di superficie bio occorre seguire un piano ben articolato”. Sul tema degli aumenti dei costi, inoltre, Dorfmann ha sottolineato la necessità di un intervento. “La produzione diventerà più costosa per gli agricoltori. Quindi, o si aumenta il costo degli alimenti o si pensa a una ridistribuzione del valore lungo la catena. Negli ultimi 10 anni la Gdo non ha fatto niente per rendere più equa la suddivisione. E poi”, conclude, “è fondamentale informare, ma soprattutto educare, adeguatamente il consumatore a un’alimentazione equilibrata. Per questo serve una strategia adatta, che a parer mio non è il Nutriscore”.

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