Food industry summit (2). Vacondio (Federalimentare): “Obbligo di materia prima italiana? Chiuderebbe il 50% delle aziende”

2021-05-20T11:04:39+02:0020 Maggio 2021 - 11:04|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , , |

Milano – Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, arricchisce il dibattito aperto dalle dichiarazioni di Herbert Dorfmann (leggi qui) sul ritorno del patriottismo alimentare. “L’elemento fondamentale che valorizza la produzione agricola è l’industria di trasformazione. Che è la seconda manifattura del Paese, è bene sottolinearlo. Una dichiarazione impegnativa, ma è la verità. Infatti non ho mai visto un pollo andare direttamente sulla tavola…”, commenta Vacondio nel corso del Food industry summit. “L’export del made in Italy è sicuramente un punto di forza. I discorsi sul nazionalismo fanno presa sulla pancia e sul cuore delle persone, ma economicamente il Paese sta in piedi grazie all’export. Infatti il nostro settore ha aumentato le esportazioni del 90% negli ultimi 10 anni. Senza la pandemia avremmo raggiunto i 50 miliardi di euro di export. Abbiamo l’esigenza di importare materie prime per portare all’estero i nostri prodotti. La politica può anche imporre l’obbligo di materia prima italiana, ma vorrebbe dire chiudere il 50% delle aziende. Oggi si fa troppa leva sull’emotività delle persone: noi siamo alleati del mondo agricolo nella misura in cui produce più materia prima di qualità”.

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