Giansanti (Confagricoltura): “La Pac sia forte e ben finanziata”

2026-07-16T08:56:05+02:0016 Luglio 2026 - 08:56|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , |

Roma – “Siamo tutti consapevoli delle difficoltà che stiamo incontrando nei vari comparti, non solo il problema della siccità. Nel Nord Italia sono in difficoltà il settore del riso, del mais, della barbabietola da zucchero, del girasole. Nel centro Italia quello vitivinicolo, il settore olivicolo, il settore suinicolo. Sono tutti i settori che certamente stiamo attenzionando”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nel corso di un confronto faccia a faccia a Palazzo della Valle con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Rivolgendosi all’assemblea, Giansanti ha annunciato la consegna al ministro di un documento con le proposte dell’organizzazione, con un focus particolare sui comparti di grano, olio e riso: “Soluzioni semplici non esistono, però da parte di tutti noi deve esserci una ferrea determinazione per tutelare al meglio gli interessi delle imprese che rappresentiamo”. “Dobbiamo collaborare in maniera leale con tutti gli attori della filiera agroindustriale oltre a stimolare il governo laddove possibile e il Parlamento rispetto alle azioni necessarie che servono per rendere sempre più competitiva e produttiva il settore primario”, ha proseguito Giansanti.

Al termine dell’incontro, il presidente di Confagricoltura è tornato sul tema del made in Italy, denunciando le contraddizioni di alcuni operatori di filiera: “Vogliamo che il prodotto made in Italy possa essere fatto effettivamente con prodotti degli agricoltori italiani. Viviamo una stagione in cui  spesso accade che qualcuno se deve comprare dagli agricoltori italiani si dichiara global e poi quando deve vendere il prodotto trasformato si fa forte del prodotto italiano. Non funziona così. Vanno ricostruiti i rapporti all’interno delle filiere per rafforzare la produzione nazionale. Sempre di più dovremo lavorare per valorizzare le filiere che mettono al centro esclusivamente il prodotto italiano. Bisogna saper supportare e far crescere, insieme all’export, anche la produzione di beni primari, mentre in questi anni è cresciuto troppo l’import di beni agricoli che arrivano al di fuori dell’Italia”.

A margine dell’incontro, Giansanti ha richiamato le parole del ministro sul 70esimo anniversario dell’Unione europea: “Il Ministro ha ricordato che il prossimo anno l’Unione europea compirà 70 anni e che la sua nascita è stata resa possibile proprio dall’agricoltura. L’agricoltura è una politica economica: non è una politica sociale e, tantomeno, una politica ambientale”. Per questo, ha aggiunto, serve “una Politica agricola comune (Pac) forte e adeguatamente finanziata. Quando parliamo di un finanziamento adeguato intendiamo risorse superiori a quelle attuali, senza prendere in considerazione eventuali ipotesi di allargamento all’Ucraina”.

Sul tema Kiev, il presidente di Confagricoltura ha precisato: “La questione agricola ucraina dovrà infatti essere affrontata separatamente. Sosteniamo la battaglia del popolo ucraino per la difesa della propria sovranità e dei propri confini, ma l’eventuale ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, per quanto riguarda il settore agricolo, dovrà essere valutato con una prospettiva di lunghissimo periodo. L’agricoltura europea non può permettersi di assorbire, dall’oggi al domani, altri 40 milioni di ettari di superficie agricola, a fronte degli attuali 120 milioni. Allo stesso tempo, non possiamo accettare passi indietro che conducano a una rinazionalizzazione della politica agricola”.

Giansanti ha infine chiesto una protezione strutturale per le risorse comunitarie destinate al settore: “Occorre prevedere una vera e propria ring fence, una tutela che garantisca che i fondi destinati all’agricoltura restino vincolati a tale finalità, sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. All’interno di questo quadro dovrà continuare a svilupparsi una politica realmente comune, fondata su strumenti condivisi e su una visione autenticamente europea dell’agricoltura”.

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