Hormuz, l’allarme Fao: “Chiusura prolungata dello Stretto rischia di provocare una catastrofe alimentare globale”

2026-04-14T10:49:00+02:0014 Aprile 2026 - 10:49|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , |

Roma – “Il tempo stringe. Una prolungata crisi dello Stretto di Hormuz potrebbe trasformare le attuali difficoltà in una catastrofe alimentare globale”. A lanciare l’allarme è la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Il blocco prolungato delle navi che trasportano input agricoli strategici potrebbe provocare nei prossimi mesi un forte aumento dell’inflazione alimentare, con effetti a catena su rese, prezzi e stabilità dei mercati.

A preoccupare sono soprattutto fertilizzanti ed energia, fattori decisivi per le prossime campagne agricole. “L’ultima cosa che vogliamo è una riduzione delle rese e un aumento dei prezzi delle commodity e dell’inflazione alimentare per il prossimo anno”, avverte Maximo Torero, capo economista della Fao. Uno scenario che, osserva, potrebbe spingere diversi Paesi ad adottare misure per contenere i prezzi interni, con possibili ripercussioni anche sulla crescita economica.

Nel mirino della Fao ci sono anche le possibili scelte degli agricoltori, che potrebbero rivedere semine e investimenti in base alla disponibilità di fertilizzanti e al rialzo dei costi energetici. “Siamo in una crisi degli input. Non vogliamo trasformarla in una catastrofe. La differenza dipende dalle decisioni che prenderemo”, sottolinea David Laborde, direttore della Divisione Agrifood Economics della Fao.

Da qui l’invito ai governi: evitare restrizioni all’export di energia e fertilizzanti e attivare rapidamente strumenti di sostegno ai Paesi più esposti. “I rischi sono molto chiari”, conclude Torero. “Se non acceleriamo, i rischi peggioreranno”.

Torna in cima