Parma – La Società italiana patologie aviarie (Sipa) ha fornito un contributo scientifico sul tema dell’influenza aviaria in risposta a un articolo apparso su Ilfattoalimentare.it. Secondo la Sipa, con la frase ‘la colpa non sarebbe degli animali selvatici, ma di quelli allevati’, l’articolo trasferiva “un messaggio fuorviante per il lettore”. Con l’obiettivo di rassicurare la popolazione in merito alla gestione europea e italiana di eventuali casi di influenza aviaria, Sipa spiega che gli allevamenti convenzionali fungono da fattore protettivo degli animali, attraverso le misure di biosicurezza che hanno l’obiettivo di evitare contatti con l’avifauna selvatica. Non a caso, nelle situazioni di rischio, tutte le misure di gestione (tra cui la detenzione degli animali al chiuso) sono tese a evitare il più possibile il contatto diretto tra uccelli selvatici e pollame. Come ribadito più volte dall’Efsa, infatti, i virus dell’influenza aviaria non nascono negli allevamenti ma provengono da animali selvatici. L’Italia, inoltre, può vantarsi di essere un’eccellenza nella gestione dei focolai, grazie a un sistema collaudato ed efficiente e alla presenza del Centro di referenze europeo.
Influenza aviaria: la Sipa rassicura sulla gestione dei focolai in Europa e in Italia
Margherita Luisetto2021-10-28T10:03:04+02:0028 Ottobre 2021 - 10:22|Categorie: Carni|Tag: Influenza aviaria, Sipa|
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