Milano – L’accordo per il prezzo del latte fra Lactalis e le organizzazioni agricole è scaduto il 29 febbraio. In questi giorni, si assiste a quella che potrebbe essere definita ‘la quiete prima della tempesta”. I segnali che arrivano dal mercato non sono incoraggianti: i prezzi del latte spot continuano a calare in tutta Europa, mentre la produzione non accenna a diminuire. Il latte intero pastorizzato spot tedesco sulla piazza di Lodi, lunedì 29 febbraio, era quotato 23,50 centesimi di euro al litro, in calo del 30,88% sul 2015 e del 6% rispetto alla quotazione precedente (dati Clal.it). Un quadro che sta spingendo le aziende di produzione italiane, sia del mondo industriale che cooperativo, a lanciare appelli di contenimento della produzione verso gli allevatori, che arrivano ormai con cadenza quotidiana. Sulle pagine de Il Sole 24 Ore, oggi, si è espresso anche il presidente del Consorzio di tutela del grana padano, Cesare Baldrighi: “Va assolutamente ripreso il controllo della produzione del latte. Serve una riduzione per uno o due anni. Ma sappiamo che il problema non è convincere il ministro Maurizio Martina, ma l’Europa”. Qualche voce, ancora molto timida, avanza anche la proposta di forme di accompagnamento per l’uscita dal mercato degli operatori meno competitivi.
Latte, si moltiplicano gli appelli per il contenimento della produzione
RepartoGrafico2016-03-08T15:07:52+01:008 Marzo 2016 - 15:07|Categorie: Formaggi, Latte|Tag: grana padano, lactalis, latte, latte spot, Maurizio Martina, nicola cesare baldrighi|
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