Tarragona (Spagna) – La produzione globale di pistacchi, nella stagione 2026/27, dovrebbe scendere del -36% rispetto alla campagna precedente. Secondo le proiezioni dell’International Nut and Dried Fruit Council (Inc), il raccolto mondiale dovrebbe infatti fermarsi a circa 701mila tonnellate (in guscio).
Come riporta Il Sole 24 Ore, la contrazione sarebbe il risultato della combinazione tra il naturale alternarsi dei cicli produttivi, condizioni climatiche sfavorevoli e criticità nelle principali aree di coltivazione. Per la prima volta da quattro anni, l’offerta mondiale dovrebbe quindi scendere sotto la soglia del milione di tonnellate. Il calo più marcato è previsto negli Usa, primo produttore mondiale, dove il raccolto potrebbe dimezzarsi passando da oltre 722mila tonnellate a circa 350mila. A incidere saranno la fase di ‘scarica’ degli alberi e il caldo estremo durante la fioritura. Anche l’Iran, secondo produttore globale, dovrebbe ridurre la produzione a circa 130mila tonnellate (-42% su base annua), a causa della siccità e degli effetti del conflitto che ha danneggiato alcuni magazzini nella provincia di Kerman. In controtendenza la Turchia, con una crescita stimata del 36%, ma senza compensare il calo dei grandi produttori.
La minore disponibilità globale, a fronte di una domanda ancora sostenuta da snack e industria dolciaria, sta già spingendo al rialzo le quotazioni internazionali dei pistacchi. (ML)