Roma – Non si limita a rifiutare di dimettersi. Nella sua comunicazione al personale del Crea (leggi qui), Domenico Perrone del Cda dispensa anche consigli. “Ho fatto presente al ministro (Centinaio, ndr) che il Crea è pur sempre un ente di ricerca che va adeguatamente rappresentato nei diversi contesti scientifici nazionali e internazionali. Perciò il commissario, che svolge le funzioni di Cda e del Consiglio scientifico, dovrà essere scelto tra figure di alta qualificazione scientifica e manageriale (preferibilmente di scuola ministeriale) e, data la situazione contingente, essere supportato nella sua azione amministrativa da un magistrato contabile oltre che da un funzionario interno che conosce e ha a cuore l’ente”. E continua: “Fossi il decisore, sulla base dell’esperienza maturata nel trentennale vissuto nell’Ente, saprei benissimo cosa fare”. Seguono tre punti: “Dare una sede di proprietà al personale dell’Ac, del Crea-Pb di Roma e del Crea-Dc di Palermo, ricorrendo anche a soluzioni interne, liberando così risorse per il funzionamento, l’adeguamento alle norme di sicurezza e il potenziamento strutturale e tecnologico delle sedi dei 12 centri di ricerca. Aggiornare e semplificare i regolamenti fondamentali dell’Ente (Rof e Rec) al fine di favorirne l’attività istituzionale, sia essa di ricerca che di terza missione, in un rinnovato e potenziato rapporto con il territorio. Motivare il personale di tutto dell’Ente, offrendo concrete opportunità di sviluppo professionale”.
Scandalo Crea (11). Domenico Perrone del Cda: “Fossi il decisore, saprei benissimo cosa fare”
Irene2023-06-14T12:00:54+02:0028 Marzo 2019 - 11:07|Categorie: Mercato|Tag: crea, domenico perrone, Gian Marco Centinaio, mipaaft|
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