Bruxelles (Belgio) – Entrerà in vigore il 3 settembre il divieto all’import di carne e prodotti animali dal Brasile in Europa. La misura è stata approvata il 12 maggio all’unanimità dai 27 Paesi Ue. La decisione riguarda bovini, equini, pollame, uova, prodotti dell’acquacoltura, miele e budella ed è stata presa è stata da un comitato composto da esperti degli Stati membri dell’Ue a causa dell’utilizzo di antibiotici e degli ormoni che stimolano la crescita degli animali negli allevamenti, come si legge su L’informatore zootecnico.
Per l’Europa il Brasile rappresenta un partner commerciale fondamentale nel settore: secondo i dati del ministero dell’Agricoltura, tra gennaio e marzo 2026 le esportazioni brasiliane di carne verso l’Ue hanno già raggiunto i 508,7 milioni di dollari, per un volume di 116,5 mila tonnellate. Nel 2025 l’Ue ha acquistato dal Brasile proteine animali per circa 1,8 miliardi di dollari, pari a 368,1 mila tonnellate. Dopo la Cina, è il secondo mercato per le carni brasiliane.
Le autorità del paese sudamericano hanno annunciato subito che “adotteranno prontamente tutte le misure necessarie per ribaltare questa decisione“. Un primo confronto è avvenuto il 4 giugno, riporta l’Agenzia Nova, quando il ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira ha discusso a Parigi il dossier con il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic. Il tema sarà anche affrontato al vertice del G7 che si svolge in questi giorni a Evian (Francia). Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva dovrebbe incontrare la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, per cercare una mediazione.
“Se il Brasile vuole essere incluso nella lista, spetta alle sue autorità dimostrare che possono sanare le carenze che abbiamo identificato”, ha dichiarato nei giorni scorsi il portavoce per il commercio della Commissione europea, Olof Gill.
(FR)